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Il sito di un artigiano: cosa deve avere per portare clienti.

Non serve un sito da venti pagine. Serve che chi cerca «falegname a …» o «riparazione …» trovi te, capisca cosa fai e possa chiamarti senza pensarci.

La maggior parte dei siti di artigiani non porta clienti per tre motivi: non dice dove lavora, non mostra lavori veri, e non rende facile contattare. Nessuno dei tre è un problema grafico.

Prima il posto, poi il sito

Chi cerca un artigiano quasi sempre cerca nella propria zona. Prima ancora di rifare il sito, tre cose contano più di tutto:

  • la scheda Google della tua attività (Google Business Profile) con nome, indirizzo o zona servita, telefono, orari e foto reali;
  • le recensioni: chiedile a fine lavoro, con un messaggio semplice e un link diretto. Dieci recensioni vere valgono più di cento follower;
  • un nome coerente: lo stesso nome su sito, scheda Google e social, così Google capisce che è la stessa attività.

Il sito è il posto dove la persona arriva dopo averti visto su Google o dopo un passaparola: deve confermare che sei reale.

Le sei cose che il sito deve avere

  1. Foto dei lavori veri, fatte con il telefono, anche imperfette. Un divano rifatto a mano comunica più di dieci foto stock.
  2. Cosa fai, in una riga: «restauro mobili in legno massello», non «soluzioni innovative per l'arredamento».
  3. Dove lavori: la città e i paesi che servi, scritti per esteso. È la parte che ti fa trovare nella ricerca locale.
  4. Il telefono cliccabile e l'email, in alto e in fondo, senza doverli copiare a mano.
  5. Come chiedere un preventivo: cosa devi sapere tu (misure, foto, tempi) e cosa deve mandare il cliente.
  6. Orari e tempi di risposta: se rispondi entro un giorno, scrivilo. Riduce le chiamate a vuoto.

Cosa non serve

  • un blog vuoto con due articoli del 2021: meglio non averlo;
  • animazioni all'apertura che ritardano di tre secondi il pulsante «chiama»;
  • un carrello per vendere due oggetti all'anno;
  • un modulo con dodici campi: nome, telefono e cosa serve bastano;
  • la versione inglese, se i clienti sono nel raggio di trenta chilometri.

Come si scrive la pagina

La regola è semplice: scrivi come parleresti al cliente che hai davanti in bottega. «Riparo tapparelle e zanzariere a Modena e provincia, intervento in giornata» funziona. «Offriamo soluzioni integrate per l'edilizia residenziale» no.

Un trucco che aiuta: prendi le ultime dieci domande che ti hanno fatto al telefono e mettile in pagina, con la risposta. Sono le stesse che farà chi apre il sito.

Dopo la pubblicazione

Un sito da solo non porta traffico. Le tre azioni che funzionano davvero, in ordine:

  1. mettere il link del sito nella scheda Google e nei messaggi che mandi già (firma email, WhatsApp business);
  2. chiedere recensioni a fine lavoro, ogni volta, senza vergogna;
  3. aggiungere una foto di un lavoro nuovo ogni tanto: il sito resta vivo e chi torna vede che lavori.

Se il sito dice chi sei, dove lavori e come contattarti, e la scheda Google è completa, hai già coperto quello che serve. Il resto è tempo e passaparola.

Quanto tempo richiede

La pagina si costruisce in pochi giorni: foto, testi, un brief. Quello che richiede mesi è la scheda Google (verifica dell'attività, orari, foto) e l'accumulo di recensioni. Il sito è la parte veloce; la visibilità è la parte lenta, e non si compra.

Sei un artigiano e non hai un sito? Con una pagina sola si parte: sito vetrina a 15 €, foto dei tuoi lavori comprese.

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